scrivere a mano

Calligrafia e scrittura a mano, prendersene cura fa bene a corpo e mente

La calligrafia, ovvero l’arte di scrivere bene, può aiutare la salute di mente e corpo. Sembra un’affermazione estemporanea e invece ha radici scientifiche. Scrivere a mano ed esercitare la grafia, infatti, attiva zone del cervello fondamentali, potenziando il linguaggio, il pensiero e la manualità. Inoltre, rilassa e aumenta la capacità di concentrazione.

Nell’era digitale, la scrittura a mano rischia di trasformarsi in una “animale” sull’orlo dell’estinzione. Passiamo gran parte della nostra vita a scrivere: mail, messaggi, post sui social e quant’altro. Ma lo facciamo (quasi) sempre digitando frenetici su una tastiera, solitamente del pc o dello smartphone. Quante volte, nel corso della giornata, ci capita di impugnare una penna e vergare qualche parola su un foglio bianco? Praticamente mai, è innegabile. E così la grafia, intesa come gesto dello scrivere rischia di scomparire. E, con essa, la calligrafia. Un vero peccato, perché scrivere a mano non è solo un vezzo per vecchi nostalgici ma un modo per sviluppare appieno le proprie capacità cognitive e per mantenere allenato il cervello. Procediamo, però, con ordine, e prima di parlare dell’importanza della scrittura manuale, inquadriamo bene i termini “lessicali” della questione.

Grafia e calligrafia, di cosa stiamo parlando

Grafia e calligrafia sono parole che spesso vengono utilizzate come fossero sinonimi. In realtà, non è completamente corretto. Se la grafia, infatti, è la resa grafica delle parole, la calligrafia, nel suo significato originario, indica l’arte di scrivere bene. Per estensione, però, nel linguaggio comune, la parola calligrafia è arrivata ad essere utilizzata in sostituzione di grafia. Ed è così che si finisce per parlare di bella calligrafia o brutta calligrafia, una volta considerati errori grammaticali, oggi formule ampiamente accettate, come sottolinea anche la Treccani.

Come cambiare e migliorare la calligrafia: qualche consiglio

Altrettanto di frequente, d’altra parte, si parla di come migliorare o cambiare la propria calligrafia (ma sarebbe più corretto riferirsi alla grafia). È davvero possibile? O bisogna accettarla per quella che è, anche quando incomprensibile? La risposta è sì, la grafia si può cambiare. D’altronde, scrivere è un atto fisico e, come tale, può essere esercitato.

Ecco qualche consiglio:

  • essere costanti nel tempo: scrivere tutti i giorni a mano, anche solo una frase copiata da un libro, è fondamentale per mantenere familiarità con la penna e con la sua andatura sulla carta;
  • mettersi in una posizione comoda, preferibilmente seduti;
  • mantenere puliti e ordinati il foglio e il piano di appoggio;
  • procedere lentamente, senza fretta, cercando di dare alle lettere sempre la stessa grandezza e la stessa distanza le une dalle altre;
  • utilizzare una penna che scorra facilmente sul foglio.

Come scegliere la penna giusta

I benefici della scrittura sulla salute: un ricostituente per mente e corpo

Esercitare la scrittura a mano tutti i giorni, però, non è importante solo per l’estetica della grafia ma anche per la salute di corpo e mente. A confermarlo, ormai, ci sono numerosi studi scientifici, Scrivere manualmente, infatti, attiva delle parti specifiche del cervello, che contribuiscono al benessere complessivo dell’organismo.

In primo luogo, la scrittura rafforza la memoria e la creatività. Il gesto manuale, con la sua lentezza e l’impegno che richiede, abitua alla pazienza, alla sedimentazione dei pensieri e quindi agevola la concentrazione e la capacità di assimilare i concetti. Non a caso, a scuola, molti professori suggeriscono agli studenti di prendere appunti a mano. In questo modo, i ragazzi ricordano di più e meglio e, paradossalmente, hanno meno bisogno di rivedere ciò che hanno scritto per impararlo.

E risultati ancora più significati si osservano nei bambini piccoli, nei quali scrivere a mano porta anche migliori sviluppi nel linguaggio, nella capacità di organizzazione del pensiero e in quella di esposizione. La ragione è nella conformazione del cervello. La parte che si occupa di bocca e mani, infatti, è la zona più ampia della corteccia cerebrale, quella preposta ai movimenti più “fini”.

Ci sono poi tutti gli effetti positivi che l’esercizio della calligrafia lascia sulla manualità ma anche sulla capacità di controllare l’ansia e lo stress. Nelle situazioni complesse, di sofferenza psicofisica, mettersi seduti e tracciare qualche parola su un foglio può diventare quasi un’attività terapeutica e comunque senza dubbio calmante. Scrivere è importante, non ciò che si scrive. Sono il gesto, l’impegno, la dedizione che funzionano, anche quando le parole che si compongono sono senza senso.

Scrivere è bello, imparare a scrivere con la stilografica lo è ancora di più


Olivetti Lettera 22, la macchina da scrivere portatile che ha fatto la storia

Storia e leggenda della Lettera 22, la macchina da scrivere portatile ideata dalla Olivetti e divenuta un’icona mondiale. Le caratteristiche tecniche l’hanno resa un prodotto unico, capace ci conquistare il cuore di grandi giornalisti e scrittori, da Indro Montanelli a Oriana Fallaci, da Enzo Biagi a Ernest Hemingway.

Azzardando un parallelismo tra due grandi industrie made in Italy, si potrebbe affermare che la Lettera 22 è stata, per le macchine da scrivere, l’equivalente di quello che la 500 ha rappresentato per il mercato delle automobili. Un simbolo di italianità nel mondo, un successo destinato a durare decenni, un’icona di stile. E più lo si maneggia, meno il paragone appare azzardato. Infatti, come la 500 di casa FIAT, ancora oggi, è celebrato emblema dell’Italia popolare, così la Lettera 22 è conosciuta per essere stata la prima macchina per scrivere portatile accessibile a tutti. La sua storia, quindi, merita di essere raccontata e ricordata.

Pubblicità Lettera 22 Olivetti
Uno storico manifesto pubblicitario della Olivetti Lettera 22

Lettera 22, una Olivetti nella storia

È una splendida settantenne, la Lettera 22. Fu messa in produzione, per la prima volta, nel 1950. L’Olivetti era guidata allora dall’illuminato patron Adriano. Quella innovativa macchina per scrivere portatile nasceva con un intento chiaro: uscire dagli studi dell’alta borghesia ed arrivare a tutti, impiegati, maestri, personale di segreteria Lo confermavano il suo design, estremamente asciutto e compatto, ma soprattutto il prezzo: 40 mila lire, uno stipendio medio. Non certo una somma irrisoria ma comunque abbordabile rispetto alle altre macchine per scrivere portatili presenti sul mercato.

Nella progettazione della Lettera 22, nulla era stato lasciato al caso. La creazione del modello era stata affidata all’intelligenza prestigiosa di Marcello Nizzoli, uno dei designer italiani più apprezzati al mondo, che lavorò a partire da un progetto di Giuseppe Beccio. La campagna pubblicitaria, invece, fu firmata da un altro fuoriclasse come Giovanni Pintori. Il risultato fu che la Lettera 22 venne premiata prima con il Compasso d’Oro (1954) e poi come miglior oggetto di design del secolo (1959), su valutazione dell’Illinois Institute of Technology. Un apprezzamento poi consolidatosi nel tempo, visto che la macchina è oggi esposta in alcuni dei musei più famosi del mondo, come il MOMA di New York.

Il giornalista Indro Montanelli fotografato mentre scrive con la sua Lettera 22

La macchina per scrivere Lettera 22 nella cultura popolare

Ma come ha fatto un prodotto di successo a trasformarsi in una vera e propria icona? Difficile dire con precisione quale alchimia si verifica in casi del genere. Di certo, però, questo percorso è stato aiutato da “sponsor” illustri, cresciuti proprio insieme alla Lettera 22. La macchina portatile di casa Olivetti, infatti, divenne ben presto la prescelta di giornalisti e scrittori, in Italia e non solo. Il suo nome, negli anni, è stato accostato a firme celebri: Enzo Biagi, Indro Montanelli (celebre la sua foto mentre batte a macchina seduto a terra), Oriana Fallaci, addirittura Ernest Hemingway, vincitore di un premio Pulitzer (1953) e del Nobel per la letteratura (1954).

La Lettera 22 è penetrata in profondità nella cultura popolare, tanto da ricevere citazioni in numerosi film e da diventare oggetto di merchandising (dalle magliette ai francobolli). Günter Grass le ha dedicato addirittura una poesia, contenuta nel libro pubblicato postumo “Della finitezza”.

Olivetti Lettera 22
La Olivetti Lettera 22 con custodia

Le caratteristiche della Lettera 22

Vediamo ora quali sono, nel dettaglio, le caratteristiche tecniche della Olivetti Lettera 22.

Dimensioni e peso. Qui risiede una delle ragioni di maggior successo di questa macchina per scrivere: compattezza e praticità. È larga 32,4 cm, profonda 29,8 cm e alta solo 8,3 cm. Il peso totale è di 4 kg. Ecco perché è facile da riporre nella sua custodia, di cartone o simil pelle, e portare con sé.

Tastiera. Come in tutte le macchine per scrivere dell’epoca, la tastiera adottata è del tipo Qzerty (diversa da quella degli attuali PC). Ai tasi di lettere e numeri si affiancano una barra spaziatrice (la cui dimensione è minimizzata rispetto ad altri modelli), due tasti per le maiuscole, uno per fissare le stesse maiuscole, uno di ritorno e uno di tabulazione. Mancano, invece, il taso del numero 1 e del numero 0, così come quelli con le lettere accentate.

Meccanismo di funzionamento. La Lettera 22 è una macchina da scrivere con leve a pressione. Questo significa che, quando si preme un tasto, il martelletto corrispondente va a battere sul nastro inchiostrato (rosso o nero) e imprime sulla carta il suo segno.

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Scrivere con stilografica

Scrivere con la penna stilografica, ecco come imparare

Scrivere bene con una stilografica è molto più semplice di quanto si pensi. Poche regole da seguire per imparare in fretta ad impugnare bene la penna e farla scorrere fluida sul foglio. Il segreto è nella posizione del corpo, della mano e delle dita. Ecco qualche consiglio utile per riscoprire il piacere della stilografica.

Il piacere di scrivere con la stilografica

Scrivere con la penna stilografica è una piccola forma d’arte. Un piacere che l’avanzare delle moderne tecnologie ha relegato nella sfera del vintage e della nostalgia ma che invece merita di essere assaporato, di tanto in tanto. Non a caso, gli amanti della scrittura, anche quando utilizzano il computer per motivi di lavoro o praticità, si riservano uno spazio per maneggiare una penna stilografica, per impugnarla, per farla camminare lungo un foglio bianco. Un esercizio ma anche un momento dedicato a sé stessi.

Certo, la penna stilo non è più diffusa come decenni fa, non rappresenta più lo strumento di scrittura più utilizzato, anche se ha conservato il suo valore simbolico. Però, imparare a scrivere con la stilografica significa avere a che fare, per la prima, volta, con una calligrafia davvero personale e unica, un vero marchio di fabbrica. Inoltre, la scrittura con stilo è rilassante, perché fluida e scorrevole, così come appare. E non è neanche difficile da praticare, come invece molti pensano. Basta tenere a mente poche semplici regole, che ora vedremo, e la stilografica andrà avanti da sé.

Come scegliere la penna stilografica giusta

Imparare a scrivere bene con la stilografica, le regole da seguire

La scrittura con la stilografica coinvolge tutto il corpo. Bisogna imparare a controllare tre aspetti: posizione del corpo e delle braccia, impugnatura della stilo e movimenti della mano sul foglio. Andiamo con ordine.

La posizione del corpo e delle braccia

Non si scrive solo con la mano ma con tutto il corpo. Attenzione, quindi, a come ci si siede alla scrivania, ancor prima di impugnare la stilografica. La posizione ideale prevede:

  • petto sopra il piano di scrittura;
  • schiena dritta e busto in posizione verticale;
  • testa leggermente inclinata in avanti;
  • avambraccio della mano che scrive quasi completamente poggiato sul piano;
  • avambraccio della mano che non scrive leggermente più arretrato;
  • parte bassa delle gambe perpendicolare al pavimento;
  • piedi poggiati a terra.

L’impugnatura della stilografica

Una volta ben posizionato il corpo, si può passare a verificare l’impugnatura della stilografica, vero segreto di stile. Ecco le regole:

  • la penna stilo deve essere tenuta da pollice e dito medio, che la devono toccare a circa 2-3 centimetri di distanza dal pennino;
  • il dito indice, invece, va appena poggiato sulla penna, in posizione più arretrata rispetto alle altre due dita;
  • anulare e mignolo vanno leggermente arcuati e appoggiati sul foglio, per sostenere la mano;
  • il polso deve essere appoggiato lateralmente e perpendicolare rispetto all’asse formato dalle spalle;
  • la penna va inclinata a 45° rispetto al foglio.

La stilografica per mancini

Il movimento della stilo durante la scrittura

Se corpo, mano e impugnatura sono ben impostati, scrivere con la stilografica diventa un’attività estremamente naturale. Bisogna rimanere rilassati e distesi e far sì che siano solo pollice e indice a muovere la penna. Tutto il resto si limita a seguire.

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Come scegliere la penna stilografica in base al proprio stile

Il primo passo per scegliere la penna stilografica è prendere in considerazione il proprio stile di scrittura. Infatti, le differenze sostanziali tra le varie penne stilo sono dovute ai diversi pennini utilizzati e ad ogni pennino corrisponde uno stile di scrittura. Vediamo insieme allora alcuni consigli per trovare la penna stilografica più adatta.

Quando si tratta di scegliere una stilografica, sia per sé che per regalarla, di sicuro l’occhio vuole la sua parte. L’estetica della penna, quindi, gioca un ruolo fondamentale, soprattutto per un oggetto come la stilo, che ha un’eleganza innata e evoca tempi andati. Colore, forma, intarsi. Tutto concorre a rendere una stilografica più bella di un’altra agli occhi del suo futuro proprietario. Di proverbio in proverbio, però, potremmo anche dire che l’abito non fa il monaco: la penna che piace alla vista potrebbe non essere la più adatta. Infatti, si tratta pur sempre di un oggetto con una finalità precisa: scrivere. E la scrittura, soprattutto con una stilografica, è qualcosa di molto personale. C’è chi impugna la penna con forza e chi ha una presa molto delicata, chi spinge sul foglio e chi lo sfiora appena. Quando si sceglie una stilografica, quindi, si deve tener conto anche e soprattutto del proprio stile di scrittura.

Tutto quello che c'è da sapere sulla penna stilografica

I consigli per scegliere la penna stilografica più adatta: il segreto è nel pennino

Partiamo da una premessa semplice ma essenziale, tutte le differenze sostanziali tra i vari modelli di stilo risiedono nel pennino. Il pennino è l’anima di una penna stilografica. Non è un caso quindi che è anche l’elemento su cui bisogna far convergere la scelta del proprio modello.

Detto ciò, il primo passo per scegliere correttamente la penna stilografica è prendere in considerazione il proprio stile di scrittura. Solo successivamente, si può veramente individuare il pennino più adeguato. Per esempio, chi è abituato a una scrittura piccola, si troverà sicuramente meglio con un pennino fine, mentre chi predilige la scrittura a caratteri grandi, può scegliere un pennino più largo.

Un'altra considerazione può invece valere per chi -quando scrive- è solito fare una forte pressione sul foglio. In questi casi, infatti, più che concentrarsi sulla grandezza del pennino, occorre invece guardare alla sua consistenza. I pennini tubolari, infatti, sono di norma più rigidi di quelli tradizionali e potrebbero quindi risultare migliori per chi scrive con un tratto più pesante.

Un caso a parte è quello dei mancini, che possono trovare pennini progettati specificamente per loro nelle stilografiche per mancini, con il taglio obliquo sulla parte sinistra che gli permette di poter trovare la giusta angolatura di scrittura senza sforzare il polso e aumentando di conseguenza la visuale.

Tutti questi accorgimenti devono comunque essere accompagnati dalla considerazione che il pennino non cambia solamente lo stile di scrittura di una penna stilo, ma anche la modalità con cui usarla correttamente. Per esempio, nel caso in cui si sceglie un pennino largo perché si è abituati a scrivere con caratteri grandi, poi si dovrà anche avere cura di tenerlo in una posizione quasi orizzontale quando si scrive per permettere all’inchiostro di bagnare completamente il pennino e garantire così un corretto funzionamento della penna.

Le tipologie di pennino più comuni

  • Extra Fine (EF).
  • Fine (F).
  • Medio (M).
  • Grande (B).
  • Extra-grande (BB).
  • Obliquo Grande (OB), ideale per un tratto spesso ma allo stesso tempo scorrevole.
  • Obliquo Medio (OM), con una particolare finitura obliqua che consente a chi scrive di provare una maggiore sensazione di scorrevolezza.
  • Left Hand (LH), il pennino adatto per i mancini.

Alla stilografica preferisci altre penne? Leggi gli approfondimenti dedicati alla biro e alla roller


Come scegliere la penna che fa per te. Un confronto tra penna a sfera, roller e stilografica

Scegliere la penna perfetta non è mai facile. Infatti, non esiste un tipo migliore delle altre in termini assoluti. Al contrario, la scelta è soggettiva: deve partire dalle specifiche caratteristiche della penna per valutare quelle che si adattano maggiormente alle esigenze personali e allo stile di scrittura. Ecco un piccolo confronto tra penna a sfera, roller e stilografico, che può essere utile per orientarsi e scegliere al meglio.

A sfera, roller e stilografica, scegliere tra le tre tipologie di penne più utilizzate

Quando si decide di comprare una penna non è mai troppo facile scegliere quella più adatta al proprio stile di scrittura e alle proprie esigenze. Questo per una ragione molto semplice: non esiste una tipologia oggettivamente migliore delle altre; ci sono invece penne che si adattano sicuramente meglio a un particolare modo di scrivere o a specifiche necessità di chi le acquista.

A partire da questa importante premessa, si può riflettere e consigliare alcuni criteri che facilitano la scelta dello strumento di scrittura perfetto. Infatti, ci sono diverse tipologie di penne che si differenziano tra loro per materiale di composizione, tecnologia di trasmissione dell’inchiostro e tipo di scrittura. Oggi le tre più utilizzate sono:

Ovviamente, il primo incontro che si ha con una penna è quello visivo. Per questo, l’estetica è fondamentale per innamorarsi di una penna, ancora prima della sensazione che provoca al tatto, ovvero quando si entra in contatto col materiale di composizione. Detto ciò, al di là dell’estetica e della sensazione di comodità o scomodità che trasmette una penna, è importante anche conoscere le caratteristiche (per le meno quelle principali) delle tre tipologie per capire quale può essere quella più adatta al proprio stile di scrittura e alle proprie esigenze.

Un confronto tra stilo, roller e penna a sfera

Attualmente, nel mondo le penne più utilizzate sono quelle a sfera, conosciute anche come “biro” per lo scrittore ungherese, László Bíró, che contribuì alla loro invenzione negli anni ’40. Il cuore di questo tipo di penna è la sfera, una pallina di acciaio, levigata minuziosamente con un diametro massimo di 1.6 mm che “riceve” l’inchiostro depositato nella cannuccia (il serbatoio) attraverso una ghiera di minuscole creste. Proprio questo meccanismo molto semplice ed agile ha reso la penna biro la più usata in tutto il mondo. Generalmente, questo tipo di penna è consigliato perché si adatta a molti materiali, l’inchiostro si asciuga rapidamente e la riserva ha una durata abbastanza lunga. Invece, un punto a sfavore è rappresentato dal fatto che a lungo andare, se si scrivono testi molto estesi, può accadere che si accumuli inchiostro attorno alla punta, col risultato che si macchia il foglio.

In linea di massima, si può quindi affermare che il punto forte della penna sfera sia la praticità dello strumento, la facilità del refill e in generale la sua semplicità. Ovviamente, queste caratteristiche del meccanismo a sfera la rendono meno attrattiva e interessante da altri punti di vista. Infatti, la penna stilografica che ha un meccanismo di trasmissione dell'inchiostro abbastanza complicato, ha anche una capacità pressoché unica in quanto a espressività e fluidità del tratto. La stilo ha una scorrevolezza maggiore rispetto alla biro e la linea del tratto è più varia: il pennino (che è la vera anima della stilografica) si stringe e si allarga in base al movimento e al polso dello scrittore. Questo, oltre a conferire bellezza alla scrittura, in un certo senso sembra anche poter mostrare, lo stato d’animo di chi scrive.

Detto ciò, la stilografica richiede una particolare cura e attenzione nella manutenzione, soprattutto se la penna non si usa con continuità. Non si può non tenere in conto questo fondamentale aspetto al momento di scegliere quale penna acquistare, così come è importante sapere che non ci si abitua facilmente a scrivere con una stilo visto che bisogna tenerla in obliquo e il pennino non deve mai trovarsi in posizione verticale rispetto al foglio. Insomma, la stilografica è sicuramente molto avanzata rispetto alla bellezza e alla varietà del tratto, ma è senz’altro è un tipo di penna poco pratica, molto esigente e delicata.

Infine, per avere un quadro completo e quindi poter scegliere al meglio che tipo di penna acquistare, non bisogna dimenticare la famosa roller. Le penne roller sono una variante delle penne a sfera. Pur adottando sempre il meccanismo di una sfera rotolante per trasferire l’inchiostro su carta, infatti, usano un inchiostro differente a base di acqua o gel, e non di olio, che permette un tratto maggiormente fluido e continuo, quindi più piacevole e anche funzionale. Tuttavia, è anche vero che l’inchiostro impiega più tempo ad asciugarsi sul foglio, il refill della penna roller dura poco, inoltre senza cappuccio l’inchiostro si secca rapidamente e la penna non scrive più. Infine, c’è un altro aspetto per cui la roller può essere sconsigliata in certi casi. Poiché l’inchiostro della roller satura molto di più la carta, se viene utilizzata per scrivere con tipi di carta più sottili, allora l’inchiostro la può trapassare, macchiando così la base e il foglio sottostante.


La manutenzione della penna stilografica: alcuni piccoli ma importanti consigli

Il peculiare funzionamento della penna stilografica garantisce una fluidità ed espressività del tratto unici, ma richiede anche una particolare cura e attenzione nella pulizia e nella manutenzione. Per questo, è importante seguire poche ma importanti regole che permettono un ottimo funzionamento e una lunga durata della penna.

Amore e pulizia: due elementi fondamentali per la penna stilografica

Gli elementi essenziali per prendersi cura della propria stilografica e garantirne così un ottimo rendimento e una lunga durata sono fondamentalmente due: amore e pulizia. Amore perché la penna stilografica è il mezzo con cui trasferiamo su carta i nostri pensieri, le nostre idee e le nostre emozioni. Pulizia perché come ogni strumento elegante e raffinato ha bisogno di cura e manutenzione per rendere al meglio. Per quanto riguarda l’elemento affettivo, è ovviamente difficile dare consigli e ogni persona è libera di affezionarsi alla propria stilografica come meglio crede. Per la pulizia ci sono invece alcuni piccole ma importanti regole che in ogni caso è fondamentale seguire.

Sei mancino? Ecco la stilografica più adatta a te

La pulizia della penna stilografica: le regole più importanti da seguire

Partiamo da un’importante premessa: il peculiare meccanismo di trasmissione dell’inchiostro della penna stilografica garantisce un tratto fluido elegante ed espressivo, ma richiede anche una particolare cura ed attenzione per funzionare in maniera ottimale.

La prima regola fondamentale è togliere l’inchiostro o la cartuccia se non si usa per un lungo periodo la penna stilografica, infatti, l’inchiostro potrebbe seccarsi e creare incrostazioni nell’alimentatore, impedendo così alla penna di scrivere.

Per la pulizia consigliamo esclusivamente l’utilizzo di acqua fredda, evitando altri prodotti o solventi che potrebbero invece rovinare la penna stilografica. Se la penna è a stantuffo o con altri metodi di caricamento diretto, l’operazione consiste in caricare e scaricare il serbatoio, fino a quando l’acqua non uscirà completamente pulita. Invece, se la penna è a cartuccia, si può lasciare scorrere direttamente l’acqua dal rubinetto. In ogni caso, se non si riesce a rimuovere tutte le incrostazioni, allora è consigliabile lasciarla “a mollo” in acqua fino a quando è necessario. Fermo restando, che se la penna ha parti in metallo, è fortemente sconsigliato lasciarla in acqua per molto tempo.

Se le operazioni di pulizia “casalinghe” non sortiscono gli effetti sperati (e la pena continua a funzionare male), il nostro consiglio è di contattare un centro specializzato che potrà eseguire la pulizia professionale e controllare inoltre se il problema è dovuto ad altri fattori. Un errato allineamento del pennino, per esempio, potrebbe essere la causa del malfunzionamento.

Leggi anche gli approfondi,enti dedicati alla penna a sfera e alla roller

Alcuni piccoli accorgimenti da seguire per prendersi cura della propria stilografica

La posizione migliore per far riposare la penna è tenerla in verticale, con il pennino rivolto verso l’alto. Quando si ricarica la penna stilografica a stantuffo o converter, dopo averla estratta dalla boccetta, un consiglio molto utile è far uscire 4/6 gocce prima di utilizzarla.

Un accorgimento importante da seguire è anche l’asciugatura minuziosa del pennino dopo l’utilizzo dell’alimentatore (il condotto), preferibilmente con un panno di cotone o un foglio di carta assorbente. Un’attenzione particolare meritano i modelli con pennino corazzato: in questi casi l’inchiostro in eccesso potrebbe non vedersi perché presente all’interno dell’impugnatura. Bisogna quindi mettere la penna in verticale e far scendere l’inchiostro prima di asciugarlo.

Infine, uno degli errori più comuni -da evitare assolutamente- è quello di provare ad addrizzare o riparare da soli il pennino quando viene danneggiato da un urto o da una caduta. Infatti, riparare un pennino è un’operazione delicata e per questo occorre affidarsi a un professionista ed evitare di fare da sé, si potrebbero fare ulteriori danni!


Penna stilografica per mancini

La penna stilografica per mancini

È universalmente riconosciuto che la penna stilografica ha un tratto unico in quanto a espressività e fluidità. La qualità del tratto è dovuta principalmente al sistema di trasmissione dell’inchiostro su foglio attraverso il pennino, che è la vera anima della stilografica. Per i mancini è stato progettato un apposito pennino, che grazie al taglio obliquo sulla parte sinistra permette anche a chi scrive con la mano sinistra di trovare il giusto angolo di scrittura.

Le caratteristiche della penna stilografica

La caratteristica principale della penna stilografica è la fluidità e l’espressività del tratto. Grazie a un innovativo sistema di distribuzione dell’inchiostro dalla cannetta (serbatoio) al pennino, infatti, la stilografica è in grado di trasmettere sul foglio l’inchiostro in modo omogeneo e compatto. La vera anima della penna stilografica è infatti il pennino: costruito con materiale pregiato permette la morbidezza e l’eleganza del tratto. Per questo, le tipologie di stilografiche si differenziano precisamente in base al tipo di pennino che utilizzano, che determina poi lo stile della scrittura. A un tipo di pennino più grande, corrisponde un tratto più spesso, mentre i pennini più piccoli sono indicati per chi predilige un tratto più fino.

La stilografica per mancini

Un’altra caratteristica fondamentale della penna stilografica è che non deve essere mai utilizzata verticalmente. Al contrario, il pennino va appoggiato sul foglio in modo obliquo a 45°; questo per permettere un passaggio ottimale dell’inchiostro sul foglio. Ovviamente, con i pennini tradizionali i mancini fanno difficoltà enormi a tenere il giusto angolo di scrittura. Perciò, sono stati ideati pennini speciali, che presentando il taglio della punta obliquo a sinistra facilitano la scrittura ai mancini. Tutte le altre componenti (cannetta, fermaglio, involucro di protezione…) sono speculari alla penna stilografica tradizionale. Quindi, cambia solamente il pennino.

Il pennino per mancini non risolve purtroppo il problema di sporcarsi con l’inchiostro fresco. Detto ciò, l’obiettivo raggiunto grazie alla progettazione di penne stilografiche per mancini è quello di uno sforzo nettamente minore per chi scrive con la mano sinistra. Questo perché con il pennino tradizionale il polso era obbligato a tenere una posizione innaturale e alquanto scomoda. Inoltre, il pennino con il taglio obliquo a sinistra consente una maggiore visuale a chi scrive, che può così finalmente vedere chiaramente e senza sforzi quello che sta scrivendo.


inchiostro nero

Inchiostro per le penne stilografiche, come sceglierlo

Gli inchiostri per scrivere sono particolari preparati, composti da soluzioni di coloranti o sospensioni di pigmenti, pensati appositamente per essere usati con la penna. Sul mercato c’è una grande varietà di inchiostri per le stilografiche, che si differenziano per tempi di asciugatura, sfumature, fluidità e delicatezza. Ecco alcuni consigli per realizzare al meglio la propria scelta.

Cos'è l'inchiostro per stilografiche

L’inchiostro è essenzialmente un preparato composto da soluzioni di coloranti o sospensioni di pigmenti, che può avere una consistenza variabile, da liquida a pastosa. Il risultato di questo preparato è quel fluido a tutti noi noto che ha la caratteristica principale di fissarsi su determinati materiali, come per esempio la carta, attraverso l’uso di strumenti che possono essere i più disparati: dalla penna stilografica alla stampante, passando per il timbro.

In questo senso, gli inchiostri per scrivere sono quei preparati che non sono prodotti per dare traccia attraverso la stampa. Al contrario, si usano con la penna, che a seconda della tipologia presenta uno specifico meccanismo di diffusione dell’inchiostro, dal serbatoio alla carta, passando per il pennino. Ovviamente, le qualità fondamentali dell’inchiostro per scrivere devono essere – tra le altre- la rapidità nei tempi di essiccazione, la nitidezza del tratto, la scorrevolezza e l’inalterabilità del colore.

Oggi, sul mercato è possibile trovare una grandissima varietà di inchiostri per penne stilografiche che si differenziano tra loro per colore, tono, sfumature, tempo di asciugatura, tipo di contenitore (che a seconda della forma e del design può rendere più o meno facile la ricarica del serbatoio).

Scegliere l’inchiostro per le penne stilografiche

Il punto di forza della penna stilografica (che la differenzia nettamente dai modelli roller o a sfera) è la qualità del tratto, unico in quanto a espressività, eleganza, fluidità e scorrevolezza. Proprio per questo, ci sono tantissimi tipi di inchiostro differenti per la penna stilo, che consentono un’ampia scelta in linea con le caratteristiche di ricercatezza e sofisticata eleganza di questo strumento di nicchia.

A seconda del modello, l’inchiostro per la stilografica può essere fornito al serbatoio con una cartuccia, un contagocce, o con altri sistemi di trasmissione abbastanza specializzati. Quando ci si appresta a scegliere un inchiostro tra i tanti a disposizione, bisogna anzitutto evitare di scegliere modelli troppo economici. Un inchiostro non buono potrebbe inficiare le ottime capacità della stilo. Certo, nemmeno si tratta di scegliere sempre e comunque l’opzione più cara. Piuttosto, per andare sul sicuro, occorre prendere in considerazione alcuni importanti aspetti che consentono di valutare al meglio le qualità dell’inchiostro.

Le caratteristiche fondamentali per un buon inchiostro sono fluidità e delicatezza. L’inchiostro deve poi garantire una rapida asciugatura, scorrevolezza e non deve assolutamente corrodere il materiale con cui entra in contatto. Inoltre, aspetti fondamentali sono anche la resistenza all’acqua, la saturazione e la permanenza su carta. Tutti questi elementi sono da valutare, prendendo comunque in considerazione che l’inchiostro per le stilografiche può essere nero o colorato e che anche questo influisce sulle caratteristiche del tratto.

Proprio per la complessità della scelta e le diverse componenti tecniche di cui occorre essere a conoscenza, spesso, la soluzione migliore quando si deve acquistare un inchiostro per la propria stilografica è rivolgersi a un punto vendita specializzato in grado di fornire tutta l’assistenza e i consigli necessari.

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Pennino

Il pennino, cuore della penna stilografica

Il pennino è la vera anima della penna stilografica. Costruito generalmente con materiale pregiato, e coronato da una punta arrotondata in metallo, è sicuramente la parte più importante della penna perché determina lo stile e la qualità del tratto. Proprio per questo, esistono diverse tipologie di pennini per stilografiche, che si differenziano tra loro prevalentemente (ma non esclusivamente) in base alla grandezza della punta.

Che cos’è il pennino?

I componenti essenziali di una penna stilografica sono il serbatoio (la cannetta) e il pennino, da cui l’inchiostro fuoriesce sul foglio. Senza dubbio, proprio l’innovativo sistema di distribuzione dell’inchiostro tra cannetta e pennino rappresenta l’elemento di qualità che consente alla stilografica di raggiungere un tratto unico in quanto a fluidità ed espressività. Ad ogni modo, però, lo stile inimitabile della stilografica è dato dal pennino, che è il vero cuore di questo tipo di penna.

Il pennino è costruito generalmente con materiale pregiato; nei modelli più importanti e costosi può essere fatto anche di oro

Alcune penne stilografiche con pennino in oro sono presenti anche nel nostro shop

All’estremità, il pennino è coronato da una punta arrotondata di iridio, un materiale del gruppo del platino, che viene saldata e poi minuziosamente levigata. Ovviamente più il materiale con cui è composto il pennino è pregiato e più dona morbidezza ed eleganza al tratto della scrittura a mano.

Perché è così importante?

Quando si scrive, la penna stilografica non deve mai essere in posizione verticale. Al contrario, la stilo va tenuta in diagonale, cercando di formare un angolo a 45° tra il pennino e la superficie di scrittura. Infatti, con la pressione che si esercita sulla penna, l’inchiostro esce automaticamente sul foglio e per evitare di macchiare la carta occorre trovare la giusta posizione. Il pennino è così importante proprio perché è lo strumento con cui l’inchiostro viene trasmesso dal serbatoio al foglio. Ne consegue che lo stile della scrittura e la qualità del tratto di una stilografica variano principalmente in base alle caratteristiche del pennino.

Appassionato di penne? Leggi anche l’approfondimento dedicato alla penna a sfera

Diverse tipologie di pennino

Una delle regole fondamentali per scegliere una stilografica è che il tipo di pennino deve adattarsi allo stile di scrittura di chi utilizza la penna.

Una persona che tende a scrivere con un tratto spesso, per esempio, si troverà meglio con un pennino più largo, al contrario chi è abituato a scrivere con un tratto più piccolo, dovrà trovare un pennino più fino. Per queste ragioni ci sono varie tipologie di pennino.

La differenza tra i vari tipi di pennino è dovuta prevalentemente alla diversa grandezza della loro punta, ma non solamente.

Qui di seguito, le tipologie di pennino più comuni:

  • Extra Fine (EF).
  • Fine (F).
  • Medio (M).
  • Grande (B).
  • Extra-grande (BB).
  • Obliquo Grande (OB), che consente quindi di ottenere un tratto spesso ma comunque scorrevole.
  • Obliquo Medio (OM), con una particolare finitura obliqua pensata per aumentare la sensazione di scorrevolezza.
  • Left Hand (LH), ovvero il pennino specifico per i mancini.

Prendersi cura del pennino

La pulitura del pennino è un’operazione essenziale per garantire il buon funzionamento della penna stilografica. Nel caso in cui non si faccia un uso quotidiano o comunque continuativo della stilo, il pennino va pulito almeno ogni tre mesi. Altrimenti il rischio è che l’inchiostro si secchi, di conseguenza la penna scriverà male oppure non scriverà più.

Una volta smontata la penna, bisogna estrarre la cartuccia di inchiostro e pulire il pennino. La prima regola fondamentale per farlo correttamente è usare solamente acqua a temperatura ambiente, senza utilizzare nessun altro prodotto o solvente, ché potrebbe danneggiare la penna. Infine, occorre asciugare il pennino con la massima cura. Se dopo il primo lavaggio il pennino continua ad essere sporco, va lasciato in acqua “a mollo”, ricambiando acqua con pulita, fino a quando non fuoriesce completamente l’inchiostro.

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roller

La penna roller

La penna roller è una variante della penna a sfera (conosciuta anche come penna biro). Utilizza un inchiostro a base di gel o acqua che permette un tratto maggiormente scorrevole, fluido e piacevole. È stata inventata in Giappone circa cinquanta anni fa e, grazie alle sue caratteristiche di penna comoda e agile, ha conquistato presto il mercato europeo e statunitense.

Penna roller: che cos’è

Le penne roller sono un’importante variante delle penne a sfera. Si differenziano da queste perché -pur adottando sempre il meccanismo di una sfera rotolante per trasferire l’inchiostro su carta- non utilizzano un inchiostro viscoso a base di olio, ma un modello differente, a base di acqua o gel, che permette un risultato per certi versi ancora migliore. Infatti, il tratto delle penne roller è famoso per essere fluido e continuo, quindi più piacevole, scorrevole e funzionale.

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Come funziona la penna roller?

La penna roller ha lo stesso funzionamento della penna a sfera, conosciuta anche come Biro per lo scrittore ungherese, Laszlo Biro, che la inventò negli anni ’40. L’anima della penna roller resta quindi la “famosa” pallina di acciaio, minuziosamente levigata e inserita all’interno della punta del pennino, che può avere un diametro compreso tra 0,38mm e 1.6 mm. L’inchiostro passa dal serbatoio al pennino attraverso una ghiera, con tante creste minuscole, che collega il serbatoio (la cannuccia) alla punta della penna.

La differenza fondamentale tra la penna roller e la penna a sfera -come spiegato sopra- sta quindi nel tipo di inchiostro usato. L’inchiostro liquido a base acquosa o di gel rende la scrittura molto più rapida, leggera, fluida, perché vengono assorbiti dalla carta molto più velocemente. Come vedremo più avanti, l’inchiostro della penna roller si secca molto rapidamente, ma nei modelli più raffinati è possibile ricaricare la penna in maniera agevole, il refill non richiede particolari cure ed è facile da inserire.

Gli svantaggi della penna a sfera

L’inchiostro più fluido utilizzato dalle penne roller garantisce un risultato migliore rispetto alla penna biro, ma allo stesso tempo comporta anche alcuni piccoli svantaggi. Uno degli inconvenienti più importanti è sicuramente dovuto al fatto che questo tipo di inchiostro acquoso evapora molto rapidamente. Quindi, se a la penna viene lasciata aperta senza cappuccio, oppure senza chiuderlo bene, in poco tempo resterà probabilmente a secco di inchiostro. Perciò, la roller deve avere sempre un cappuccio ermetico, che permetta una buona chiusura. Inoltre, per lo stesso motivo, è consigliata generalmente a chi scrive molto, per un uso quotidiano e costante.

C’è poi un altro aspetto per cui la penna roller può essere sconsigliata in certi la casi. Essendo molto più fluido e acquoso, l’inchiostro della roller viene assorbito in misura maggiore e di conseguenza satura molto di più la carta. Quindi, nel caso in cui venga utilizzata con tipi di carta sottili, l’inchiostro la può trapassare, macchiando così la base o il foglio sottostante.

La storia della penna roller: il successo negli Stati Uniti e in Europa

La roller è una penna abbastanza giovane, è stata inventata a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 in Giappone dalla società Ohto. Curiosamente, però, la rollerball pen non ha raggiunto il grande successo nel suo paese di origine, mentre è diventata rapidamente un prodotto popolare prima negli Stati Uniti e poi in Europa. Infatti, per le sue caratteristiche di penna agile, rapida e quindi molto pratica, la roller si presta perfettamente per lo stile di vita frenetico a cui siamo abituati nel mondo occidentale, dove oramai è diventata uno degli strumenti più utilizzati dalla popolazione.

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